Sei stanco di aspettare giorni e giorni che i tuoi contenuti vengano scoperti da motori di ricerca? Finalmente esiste uno strumento che può aiutarti a indicizzare i contenuti del tuo sito web molto più velocemente.

IndexNow è un protocollo attivo da novembre 2021 evoluto di recente ideazione che promette di rendere molto più celere l’indicizzazione dei contenuti sul web. Si tratta di un protocollo open source aperto a tutti i motori di ricerca che vorranno servirsene.

Si tratta di un segnale che permette ai motori di ricerca associati di priorizzare la scansione dei contenuti sui nuovi elementi o sulle modifiche effettuate, operando così in maniera più efficiente.

Questa tecnologia di indicizzazione immediata è supportata al momento a Microsoft e Yandex. Microsoft esorta i creatori di contenuti a implementare questa modalità per velocizzare la scansione degli elementi e ridurre gli sforzi dei crawler per scoprire nuovi contenuti. Altre realtà come Wix e Duda progettano di implementare questo modello

Come funziona IndexNow?

IndexNow funziona come un ping che avvisa i motori di ricerca che un contenuto è stato prodotto, aggiornato o eliminato.

Inoltre è da notare che la singola notifica viene recepita da tutti i motori di ricerca associati, rendendo quindi immediato informare della modifica tutti quanti gli strumenti.

Si tratta di uno strumento utile sia per i content creators – che possono segnalare ai motori di ricerca i nuovi contenuti realizzati – che ai motori di ricerca per concentrare le proprie risorse soltanto su ciò che deve effettivamente essere indicizzato.

IndexNow permette agli utilizzatori di generare una chiave in un file di testo (chiamata con il valore della chiave) nella root del sito e cominciare a spedire gli URL mano a mano che vengono aggiunti o rimossi. Microsoft fa sapere che inviare l’URL non consiste in altro che in una richiesta HTTP contenente il nuovo URL e la chiave.

Per utilizzare IndexNow basta seguire questi semplici step:

  • Generare una chiave con il tool di generazione online
  • Includere la chiave in un file di testo nella root del sito
  • sottomettere URL quando essi vengono aggiunti, modificati o rimossi

La sottomissione consiste nell’invio di una semplice richiesta HTTP attraverso

È possibile inviare per ogni chiamata API uno o più URL. Come modalità quindi si presenta dall’utilizzo particolarmente intuitivo e alla portata di tutti. In questo caso quindi i creatori di contributi hanno un ruolo attivo del fare sì che i propri contenuti vengono indicizzati, anziché appoggiarsi semplicemente alla scansione “passiva”. Esiste un limite di 10.000 URL al giorno sottoponibili a scansione.

Vantaggi di IndexNow

  • Procedura veloce e gratuita per indicizzare nuovi contenuti
  • Permette agli utenti di velocizzare l‘indicizzazione dei contenuti
  • Permette ai motori di ricerca di risparmiare risorse di scansione
  • Riduce le richieste di scansione ai siti web
  • Fornire agli utenti contenuti freschi
  • I webmaster devono segnalare soltanto una volta, siccome la chiamata viene condivisa a tutti i motori di ricerca associati

IndexNow: perché servirsene

IndexNow è una vera e propria manna dal cielo per coloro che hanno bisogno di velocizzare, rispetto ai tempi usuali, la scansione dei propri contenuti.

Ricorrere a Indexnow comunque non è di suo garanzia che le pagine web vengano effettivamente indicizzate.

Dal punto di vista di Google si tratta però di uno strumento superfluo, siccome Big G sostiene di essere perfettamente in grado di fare fronte alle richieste di indicizzazione e che ha ridotto il tempo necessario per la scoperta di nuovi contenuti Tuttavia i webmaster testimoniano che le lungaggini per fare memorizzare i propri contenuti non sono infrequenti.

A novembre, comunque, Google ha fatto sapere che provvederà a testare il protocollo applicato da Bing e Yandex.

Microsoft Bing ha di recente pubblicato un plugin che rende più semplice servirsi di questo protocollo. Il plugin rivela e segnala automaticamente gli URL.

Intanto IndexNow sta prendendo piede, sono oltre 60.000 i siti che se ne servono.


Questo strumento probabilmente otterrà un’utilità ancora maggiore nel futuro, mano a mano che nuove piattaforme si uniranno al suo utilizzo. I CMS quindi progressivamente implementeranno un sistema nativo di ping tramite questa procedura, per rendere il suo uso più intuitivo.

Staremo a vedere se questo metodo diventerà uno standard condiviso da tutti i motori di ricerca  oppure se verrà scartato in favore di qualche altra soluzione.