Oggi si sente parlare in continuazione di keyword, posizionamento SEO e long tails. Eppure sono in pochi quelli che sanno davvero come scegliere la parole chiave in maniera corretta.

15 anni fa, prima di aprire il mio primo blog, ero completamente ignaro del potere delle keyword e ahimè mi sono trovato poi nella necessità di dover recuperare strada facendo (cosa che sconsiglio perché, come in tutti i campi, è meglio impostare in anticipo il lavoro in maniera corretta prima di cominciare). In questo articolo di conseguenza, cercherò di condividere molto di quello che ho appreso negli ultimi anni sulle parole chiave e, soprattutto, su come sceglierle e quali strumenti utilizzare per verificarne l’efficacia.

Che cosa sono le parole chiave?

Per quelli che non hanno interesse ad approfondire la questione, le parole chiave sono semplicemente termini da inserire in un testo per svolgere il proprio compitino. Per chi, invece, cerca di migliorare i testi in maniera coerente con l’ottimizzazione on-page, le keyword sono parole o gruppi di parole, come ad esempio per la nostra web agency a Roma sarebbe opportuno potenziare la keyword legata alla seo come “Agenzia SEO Roma“. Le parole chiave in determinati contesti si trasformano nelle chiavi che consentono di aprire le prime pagine dei risultati dati dai motori di ricerca.
Per capire quando e in che modo avviene la trasformazione da semplici parole a vere e proprie keyword, conviene fare subito qualche esempio pratico.

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Esempi di keyword o parole chiave

Lo scopo di chi, come noi, ha un blog dove parla di web marketing e SEO è quello di dare informazioni per poi far convergere l’utente a conoscere la nostra web agency e agenzia seo e perche’ no in futuro a diventare anche nostro cliente.
Mentre chi ha un e-commerce per la vendita di accessori di fotografia, intenderà pubblicizzare i suoi prodotti legati al mondo della fotografia.
Nel caso in cui il titolare del sito in questione debba pubblicizzare un “obiettivo 35mm” di un determinato marchio, dovrà redigere una scheda prodotto che parli della differenza di prestazioni tra un obiettivo originale rispetto quello di altri brand.

Il titolare invece di un blog sul web marketing invece, potrebbe limitarsi a scrivere un articolo su i “vantaggi della SEO”.
Quelle che ho messo tra virgolette sono le parole chiave, anche se si tratta chiaramente di tipologie di keyword diverse tra loro.
Infatti, quelle costituite da un massimo di tre parole sono considerate keyword comuni, mentre quelle formate da più di tre parole vengono denominate parole chiave a coda lunga, o long tails.

Prima di capire la differenza che intercorre tra queste due tipologie bisogna sapere a cosa servono le parole chiave e come va utilizzato al meglio questo strumento.

A cosa servono le parole chiave?

Prima di rispondere a questa domanda, bisogna ricordare che le keyword sono quelle parole che gli utenti digitano nella casella di Google quando sono alla ricerca di informazioni su uno specifico argomento o prodotto.
Più parole vengono digitate, più la ricerca sarà specifica ed esprimerà in maniera dettagliata l’esigenza dell’utente. Quindi, le parole chiave per chi possiede un blog o un e-commerce servono a far trovare il proprio prodotto, a farsi conoscere dagli utenti e, di conseguenza, a rafforzare la propria presenza sulla rete e ad aumentare le vendite.

Come scegliere le parole chiave?

Tutti ormai sanno che le persone che effettuano una ricerca on-line difficilmente vanno oltre la prima pagina.
Le parole chiave sono divenute, quindi, uno strumento indispensabile per chi aspira a classificarsi tra i primi posti nei risultati di ricerca di Google.
Per poter scegliere le parole chiave giuste, è necessario tener conto del fatto che tutti i processi di acquisto on-line avvengono secondo uno schema ben preciso.
Tutto nasce dal bisogno dell’utente di acquistare o informarsi circa un prodotto o servizio.

Le parole chiavi portano ricerca organica nella SEO ed opportunità su Google ADS.

Una volta compiuta la ricerca, il potenziale acquirente valuta le alternative a sua disposizione e, in seguito, si decide ad acquistare o meno il prodotto.
Ecco perché, se vogliamo che l’offerta del nostro sito vinca la concorrenza, non abbiamo altra scelta: dobbiamo individuare le parole chiave capaci di attirare l’attenzione degli utenti.

Differenza tra keyword informative e keyword commerciali

A tal proposito, è fondamentale conoscere la differenza tra keyword commerciali e keyword informative. La prima tipologia di parole chiave è quella che viene utilizzata dagli utenti che hanno individuato la loro specifica esigenza e sanno già cosa acquistare per soddisfarla.
Per fare un esempio, chi è intenzionato a migliorare il suo sito con la SEO e vuole una presenza fisica di un professionista o di una agenzia, digiterà semplicemente keyword con all’interno la città di residenza, come ad esempio “agenzia SEO Roma” o “consulente SEO Roma“.
Le keyword informative, al contrario, sono quelle utilizzate dagli utenti che sanno di avere un bisogno, ma sono ancora incerti sul da farsi.
Per restare sullo stesso esempio di prima, in questo caso l’utente digiterà parole chiave come “come migliorare il traffico sul proprio sito”.

La scelta di parole chiave specifiche per chi deve vendere i propri prodotti online è dunque fondamentale.

L’errore più comune commesso dai titolari dei siti e-commerce è proprio quello di utilizzare termini troppo generici o comunque utilizzare altri termini poco utilizzati.
Il segreto per non cadere in questa trappola è quello di pensare con la testa del cliente. Chi sono i miei clienti? Perché dovrebbero rivolgersi a me? Sono queste le domande a cui bisogna darsi una risposta, prima di scegliere le parole chiave.
Una volta stabilito il punto di partenza si può passare alla parte pratica per cercare di ottimizzare la propria pagina web come si deve.

Gli indicatori utili per fare una buona keyword research

La scelta delle parole chiave si basa sui seguenti 4 indicatori.

  • Volume di ricerca
  • Rilevanza e pertinenza
  • Concorrenza
  • Long tails

Volume di ricerca

Il volume di ricerca misura la media numerica di ricerche effettuate su Google al mese. Parole con un volume di ricerca maggiore, significa che vengono cercate maggiormente sul motore di ricerca.

Rilevanza e pertinenza

I concetti di rilevanza e pertinenza sono concetti da tenere bene in mente. Sono valori che rispecchiano la relazione tra la pagina in questione e la parola chiave presa in considerazione. Ad esempio si sta parlando di SEO? Inutile parlare di un argomento che non c’entra nulla e provare a forzare la mano ad esempio per posizionare la parola chiave “Social Media” o cose addirittura fuori tema che parlano davvero di altri contesti.
Ricordiamo sempre che la parola chiave deve essere inerente al contesto di cui stiamo parlando e che Google non cade più nei giochetti da quattro soldi che si utilizzavano tanti e tanti anni fa.

keyword parole chiavi

Concorrenza

Il terzo indicatore, spesso il più sottovalutato, è quello della concorrenza, cioè il monitoraggio dei competitors per imparare, trarre spunto e correggere il tiro.
Una cosa che ripetiamo ai nostri clienti per trasparenza e correttezza è quella di evitare di andare in competizione su parole chiave con giganti come Apple, Amazon etc etc. I risultati si possono ottenere magari mirando delle long tail o parole a coda lunga.

Cosa sono le long tail o parole a coda lunga?

Ok ora che iniziamo ad avere un quadro complessivo sulla scelta delle keyword è giusto parlare delle long tail. Come già accennato in precedenza, per coda lunga si intendono le keyword costituite da più di tre parole. Ora faremo degli esempi. Alcune volte è davvero difficile riuscire ad aggredire settori dove regnano i “giganti del web” o dove vi è molta concorrenza. E’ proprio in questo caso che ci vengono in aiuto le long tail. Come?

Ipotizziamo che la nostra “Agenzia SEO a Roma” volesse prendere come clienti delle imprese romane. Ovviamente per alcune parole chiavi come “SEO a Roma” o “agenzia SEO a Roma” la competizione è abbastanza grande e dovremmo relazionarci con i nostri competitor. Inoltre non riusciremmo a colpire direttamente il nostro target ovvero imprese che vogliono fare web marketing a Roma, ma ad esempio colpiremmo anche dei privati.

In questo caso una buona strategia sarebbe quella di provare a posizionare una bella long tail? Un esempio potrebbe essere “web marketing per imprese a Roma” o “agenzia SEO per imprese a Roma”.
La competizione sarebbe più bassa e il pubblico sarebbe molto profilato per diventare in futuro un nostro cliente. Sulle long tail ci riproponiamo di fare un articolo davvero completo prossimamente, in quanto le long tail ben profilate sono sicuramente le parole chiave più vicine alla conversione.

Come trovare le parole chiave?

Identificare le keywords adatte al proprio e-commerce o al proprio blog, come abbiamo visto, è solo il primo passo da compiere. Subito dopo, è necessario fare un brainstorming che includa tutti gli elementi che caratterizzano la nostra attività.

Utilizzare dei tool gratuiti per keyword research

Dopo il brainstorming e la creazione delle keyword, utilizzando Keyword Planner, un servizio messo a disposizione da Google per le campagne Advertising di Google Ads, sarà possibile analizzare tutte le parole chiave selezionate in base alla difficoltà di posizionamento e al volume di ricerca di ciascuna di esse.

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Ma non è tutto qui, perché sempre attraverso Keyword Planner, cliccando sulla sezione “Strumenti”, sarà possibile cercare le proprie keyword e ricavare dati e tendenze del volume di ricerca mensile.
Un altro passo, che chi ambisce a un migliore posizionamento deve compiere, è quello di prendere in considerazione ciò che fanno i competitor.

Un altro strumento davvero valido e di cui abbiamo parlato moltissimo in un altro articolo è Ubersuggest. Vi invito a leggervi la guida per tirar fuori una buona keyword research su Ubersuggest.

Miglior tool per la keyword research a pagamento

Esistono ottimi tool SEO a pagamento ed ovviamente a nostro modo di vedere sono davvero di un altro livello rispetto i precedenti. Il migliore per la keyword research secondo la nostra esperienza è sicuramente Seozoom. Il piano base è davvero economico e Ivano Di Biasi e Giuseppe Liguori sono sempre pronti a migliorare il tool giorno dopo giorno.

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Analizzare la concorrenza e le parole chiave che hanno utilizzato

L’analisi della concorrenza non è un tassello da trascurare, al contrario, le aziende concorrenti possono addirittura divenire un punto di riferimento.
Con un’analisi meticolosa è possibile scoprire per quali keyword i propri competitor si stanno posizionando e in una fase iniziale in cui il nostro sito non ha authority (ovvero è ancora poco affidabile agli occhi di Google) possiamo puntare quelle lasciate da loro in disparte per acquisire del traffico e utenti, e poi riprovare a lanciare la sfida fra qualche tempo.

Basta entrare nei loro siti e fare delle analisi. Un buon modo è prendere visione dei titoli degli articoli (H1), delle parole in grassetto, delle sezioni messe in primo piano, di come sono rinominate le immagini, oltre al linguaggio utilizzato e al modo di confrontarsi con il potenziale cliente.
In conclusione, dopo aver selezionato le parole chiave, occorre monitorare i dati di posizionamento.

Come monitorare le keyword?

Digitare la keyword all’interno della barra di ricerca di Google potrebbe non essere sufficiente, dato che i risultati sono spesso influenzati da fattori come l’IP o la geolocalizzazione.
Anche in questo caso, utilizzare un tool apposito consente di risparmiare tempo e di ottenere dati decisamente più attendibili. Seozoom in questo è davvero di aiuto. Gratuito invece uno dei migliori è Serprobot che permette di monitorare costantemente le performance delle keywords di un sito anche se vi è un limite al contrario di Seozoom.
In particolare, questi tool mostrano, una volta digitata la parola chiave, le pagine associate con il relativo posizionamento, oltre ai dati sulle visite mensili e sul peggioramento o miglioramento del ranking della pagina.

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