Come saprete, da alcuni giorni Google è passata negli Stati Uniti e piano piano in tutto il mondo ad una indicizzazione Google Mobile First.
Questo perchè ormai sempre più utenti utilizzano i motori di ricerca da strumenti mobile.
Il sorpasso è avvenuto proprio nell’ultimo anno. Secondo gli esperti, l’utilizzo del pc si è man mano ridotto e il 55% del traffico internet oggi proviene dai dispositivi mobile, come smartphone e tablet.

Google Responsive Mobile First

Tutto ciò ha fatto sì che lo scenario web sia divenuto sempre più articolato, costringendo i titolari dei siti e le web agency a fornire agli utenti esperienze diversificate e adattabili a più contesti.

Ecco perchè gli aspetti riguardanti il Responsive Web Design divengono fondamentali.
Il Responsive Mobile First è un ramo del Responsive Web Design nato per sfruttare il trend sempre più in crescita dell’utilizzo degli smartphone come principale strumento per la navigazione su internet
.
Si tratta di dotare il proprio sito web di strumenti utili al miglioramento dell’aspetto dei layout, rendendoli più flessibili e, quindi, maggiormente compatibili con le dimensioni dello schermo utilizzato, a seconda che si tratti di uno smartphone, di un tablet o di un pc. Questo migliora la user experience e sicuramente il tempo di attività dei propri utenti.

Come anticipato, gli utenti che accedono a internet attraverso desktop sono già stati superati dagli utenti mobile.
Questa tendenza ha fatto sì che nascessero nuove funzioni d’uso e numerose applicazioni.
Oggi la sfida per le le web agency è quella di realizzare siti ben fatti dal punto di vista della grafica e che, soprattutto, siano veloci, da qualsiasi dispositivo vengano visualizzati.

Studi recenti hanno evidenziato che oltre il 70% degli utenti abbandona un sito che fa fatica a caricarsi entro soli sei secondi.
Dati ancora ancora più significativi sono quelli che riguardano i social network.
Pare, infatti, che ciascun utente effettui come minimo un accesso al giorno ai social tramite smartphone.
Tutto ciò ha contribuito a rendere il Responsive Mobile First un elemento imprescindibile per i titolari di siti web.
Milioni di persone hanno almeno un profilo social, basti pensare a Facebook, che viene utilizzato anche da numerose aziende, grandi e medio-piccole, per promuovere i propri prodotti o servizi.

Indicizzazione Mobile first: cos’è e come funziona

Bene, ora sapete che Google ha deciso di riordinare l’indice dei risultati in SERP tenendo conto principalmente delle versioni mobile dei siti.
Di conseguenza, avrete intuito, e forse la cosa vi preoccupa, che l’indicizzazione Google Mobile First inciderà sul posizionamento SEO.
Non è detto, però, che questo vi creerà delle difficoltà, ma è bene che sappiate quali possono essere le ripercussioni di questi stravolgimenti.
In sintesi, ciò che accadrà è che Google proporrà per primi i contenuti dei siti mobile nei risultati di ricerca.
Ovviamente, se avete un sito desktop, Google continuerà a indicizzarlo, anche quando per visualizzarlo verrà usato un user agent mobile.
Al contempo, però, a determinare la classifica dei risultati di Google saranno le visualizzazioni mobile.

Ricapitolando, se il vostro sito è responsive non dovreste essere costretti a fare grandi modifiche. Tuttavia, come avviene già da più di un anno, sappiate che vengono sempre privilegiati i contenuti mobile friendly rispetto ai siti desktop, i quali rendono più lenta e difficile la navigazione.

Il vero problema potreste averlo nel caso in cui il vostro sito mobile abbia contenuti differenti da quello desktop, poichè non si avranno più due diversi indici di risultati (uno per i risultati mobile e l’altro per quelli desktop).

Se i contenuti del vostro sito mobile sono ridotti rispetto a quelli del sito desktop, sarete, di conseguenza, penalizzati, anche per la minor presenza di link interni ed esterni nei siti mobile.
Verrà mostrata la stessa SERP, dunque, sia agli utenti che effettuano ricerche da pc che a quelli che utilizzano telefoni cellulari o tablet.

Ma attenzione, perchè non è finita qui. C’è un’altra novità recente ed è quella che mette in correlazione la SERP con la geolocalizzazione.
Per fornirvi risultati più pertinenti, Google non farà più riferimento al country code (per l’Italia è .it), ma alla località dalla quale state effettivamente facendo la vostra ricerca.

Per fare un esempio, se abitate in Italia, logicamente riceverete in automatico il servizio paese per l’Italia, ma se fate un viaggio in Spagna, i vostri risultati passeranno al servizio paese per la Spagna. Questo al fine di migliorare l’esperienza degli utenti, mostrando loro risultati contestualizzati in base al luogo in cui si trovano, anche se solo temporaneamente.

Google-Mobile-First

Indicizzazione mobile first: contenuti

Se siete titolari di un’azienda da un bel pò, probabilmente avrete anche voi scelto in passato di creare due differenti versioni del sito web: una desktop e una mobile.
La prima più completa e ricca di contenuti, la seconda più “leggera” e più consona a una navigazione in mobilità.
Oppure, avrete optato (ipotesi migliore) per lasciare gli stessi contenuti per ambedue le versioni, affidandovi a un sito web responsive, in grado di adattarsi automaticamente agli schermi degli utenti.
Se fate parte del secondo gruppo, avete fatto la scelta più azzeccata.
Al giorno d’oggi sono proprio i contenuti, infatti, a rappresentare il primo criterio che influisce sul posizionamento di un sito su Google.

Velocità e Page Speed Insight

L’altro dei due criteri fondamentali nel giudizio di un sito web da parte di Google è, invece, puramente tecnico. Si tratta della velocità di cui un sito ha bisogno per caricarsi. Semplificando, i siti lenti sono svantaggiati rispetto a quelli veloci. Ottimizzare il sito è dunque importantissimo, se considerate che gli utenti che navigano con strumenti mobile spesso non dispongono dell’Adsl, ma di normali linee telefoniche (Gsm o H3). Google viene in vostro soccorso mettendovi a disposizione il Page Speed Insight, uno strumento che vi permette di monitorare le prestazioni del vostro sito.

Metadati e Sitemap

Per quanto riguarda i metadati, assicuratevi solamente che i titoli e le descrizioni siano identiche ed ovviamente ben ottimizzate su entrambe le versioni.

Assicuratevi di avere una sitemap che possa comunicare a Google e agli altri motori di ricerca tutte le pagine di entrambe le versioni. Assicuratevi inoltre di non avere pagine o risorse bloccate da robots.txt. Anche le prestazioni del server su cui avete il sito è molto importante, assicuratevi di avere un buon provider che vi assicuri velocità di caricamento delle vostre pagine web.

Google Mobile First: rivoluzionerà la serp?

L’obiettivo che si è posto di raggiungere Google, attraverso il cambiamento dell’indicizzazione, è quello di venire incontro agli utenti che prediligono connettersi con strumenti mobile (che, come avete visto, ormai sono la maggioranza).
Ecco perchè le modalità di ranking sono state cambiate, favorendo i siti Mobile Responsive, grazie ai quali gli utenti potranno usufruire di esperienze di navigazione più piacevoli, utili e veloci.

Se avete lavorato bene negli ultimi anni potete star tranquilli, altrimenti contattate un consulente SEO o una web Agency per normalizzare la situazione.

Iscriviti al canale Youtube dove ricevi GRATIS i nostri consigli

 

Grazie per esserti registrato al nostro canale Youtube