Quante volte ti è capitato di eseguire una ricerca su Google e di trovare immediatamente una risposta alla tua domanda?

Purtroppo (per alcuni) e per fortuna (per altri), Google si è evoluto in modo da rispondere a domande – elementari o meno – fin dai risultati nelle serp, senza bisogno di fare accedere l’utente direttamente a siti web che offrono le informazioni pertinenti.
Questo offre un risparmio in termini di tempo per gli utenti, ma ovviamente comporta una riduzione di visite a danno di quei siti che si pongono come una fonte di informazioni.
Da un lato abbiamo quindi un lecito desiderio delle persone a trarre risposte alle proprie esigenze in modo sempre più rapido, dall’altro l’altrettanto lecita necessità dei creatori di contenuti di trarre un ritorno – di visite e di conseguenza economico – dal proprio lavoro.

Le ricerche con zero click si producono quando gli utenti trovano risposta alle proprie esigenze direttamente nelle serp di Google, attraverso appositi box in evidenza (snippet) che offrono le informazioni richieste. I risultati 0 sono in continua crescita specialmente da mobile, incidendo di conseguenza sulla possibilità di guadagnare dei click.
Secondo gli studi di Ubersuggest, il 62,41% delle ricerche globali ottiene 0 click, evidentemente poiché il pubblico trova soddisfazione direttamente nelle anteprime presenti in serp.

Questo non deve sorprendere, siccome nel corso degli anni abbiamo assistito a un incremento di tale fenomeno al 54.11% in 2017 fino al 62.41% in 2020. Già nel 2019 SparkToro stimava che avessimo raggiunto il massimo storico nelle ricerche a zero click.

Gli assistenti vocali sono una introduzione degli ultimi anni che si occupano di fornire risposta alle ricerche sulla base del migliore risultato selezionato.

Ovviamente tutto ciò suscita proteste da parte di marketer, che si sentono illecitamente scalzati dalle posizioni sulle serp che convertono da un player del mercato con il quale non possono competere, ovvero Google.

Ricerche con 0 click su Google: come rimediare?

Una situazione, per quanto drastica, consiste nel bloccare l’indicizzazione del sito da parte di Google, impedendogli di trarre le informazioni utilizzate per fornire le risposte nella posizione 0.
Che suona un po’ come tagliarsi il braccio per rimuovere l’unghia incarnita.

Prima di tutto, dobbiamo pensare a come massimizzare il rendimento delle occasioni di traffico che ci rimangono.
Per esempio, potremmo lavorare sull’ottimizzazione SEO dei meta tag, il cui contenuto influisce sul modo con il quale i contenuti sono recepiti dagli utenti, rendendoli più incisivi e più accattivanti.
Title e Meta Description in primis sono forti fonti di interesse e permettono di aumentare il CTR (click through rate). Il CTR misura la percentuale di click sul numero di volte che un contenuto appare agli utenti: più è alto il CTR, maggiore è il successo di un contenuto.

Come puoi valorizzare questi campi per aumentare il Click Through Rate?

Molto incidono il Title (il titolo del contenuto per i motori di ricerca) e la Description (il riassunto che esprime in maniera sintetica il contenuto agli utenti).
Analisi del target
Catturare l’attenzione del tuo pubblico è più facile se conosci quali sono le preferenze del tuo pubblico, le esigenze informative non soddisfatte, le alternative offerte dalla concorrenza.

Google Trends ti permette di scoprire quali termini di ricerca stanno vivendo un’impennata di interesse in questo determinato periodo. Può avvenire ad esempio un evento esterno – una menzione da un influencer, l’aumento del costo di un prodotto alternativo ecc. – che determina un incremento di interesse verso un altro argomento.

Google Suggest ci mette sulla buona strada fin da quando digitiamo le ricerche sulla barra di Google, completando le frasi a partire dalle ricerche frequenti che quindi ragionevolmente possono interessarci.

In fondo alle serp di Google troviamo i suggerimenti sotto forma di ricerche collegate a quelle da noi digitate. Si tratta di utili suggerimenti in fatto di argomenti da trattare per il blog e di idee per realizzare titoli più accattivanti.

Porre delle domande nel titolo

L’attenzione del pubblico viene spontaneamente richiamata da delle domande poste in bella vista nel titolo. Servono allo stesso tempo a “sfidare” l’intelligenza e la conoscenza del lettore, dall’altra a lasciare intuire l’argomento del contenuto.

Un titolo del genere <<Sai perché stai perdendo 50 euro ogni giorno?>> è un titolo di impatto maggiore di <<10 suggerimenti per risparmiare ogni giorno>>, siccome spinge il lettore a interrogarsi sulla propria vita, e a domandarsi se può trovare idee per migliorarla nell’articolo.

Presentare i benefici nel titolo

Per attirare l’attenzione degli utenti, conviene lasciare trapelare fin dal titolo i vantaggi che il contenuto può offrire, e che difficilmente può trovare altrove.

Alcuni esempi possono essere:
<<I consigli per risparmiare di Warren Buffet che devi provare>>: questo titolo presenta contenuti che offrono vantaggi economici nati dall’esperienza del noto investitore, perciò di sicura efficacia.

<<Il metodo per dimagrire mentre dormi>> lascia intendere due benefici allo stesso tempo: la perdita di peso e la possibilità di ottenerlo mentre si dorme. Perciò attrae i click di coloro che sono in cerca di metodi poco faticosi oppure che richiedono poco tempo.
Utilizzare dei numeri nel titolo
Se hai in previsione di realizzare una lista dei contenuti, puoi indicare già nel titolo che l’articolo offrirà una serie di elementi, tra i quali i lettori potranno trovare sicuramente qualche idea utile o qualche nozione che non conoscono

Un titolo del tipo <<50 curiosità sul film Alien>> lascia capire all’utente di trovarsi di fronte a una guida decisamente succulenta in fatto di elementi interessanti su una pellicola molto amata.

Autorevolezza del brand

I risultati 0 possono ridurre la possibilità di ottenere dei click, ma allo stesso tempo possono essere convertiti in una fonte di autorevolezza per il brand.
Apparire in rilievo rispetto agli altri risultati infatti comporta una maggiore visibilità del brand e maggiori possibilità di apparire affidabili agli occhi del pubblico.

Anche se non portano traffico effettivo, i box in rilievo aiutano a sviluppare un’ottima reputazione nel proprio settore e di ottenere benefici indirettamente, anche in assenza di click.